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logo parco

Riconosciuto ufficialmente nel 1923, il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio Molise fu inaugurato l’anno prima a Pescasseroli, il Comune che ne ospita la sede e la direzione. Compreso fra le province dell’Aquila, di Frosinone e di Isernia, interessa oltre 20 Comuni.


Il paesaggio montano e pastorale (fra i massicci più importanti ricordiamo i monti Marsicano e Greco e la catena del Monte Petroso e della Meta) è composto prevalentemente da foreste di faggio. Ad esse si affiancano l’acero di monte, il sorbo di montagna, il frassino, il raro pino nero della zona di Villetta Barrea e al di sopra dei 1.900 m il pino mugo. La vegetazione floreale comprende specie rare come l’epigogio e la Scarpetta di Venere, entrambe bellissime orchidee, l’iris marsica, il giglio martagone e l’anemone alpino.

La fauna è ricca e variegata, infatti oltre all’orso bruno marsicano, simbolo del Parco, ci sono camosci, lupi, cervi, aquile e gufi reali, poiane, falchi pellegrini, insetti come la cicindela campestre, rettili, come il biacco e la biscia dal collare e anfibi, come la salamandra pezzata appenninica e il tritone crestato.

Il cuore del Parco è attraversato dal fiume Sangro che alimenta il lago artificiale di Barrea, nei pressi del quale si trova la spettacolare Forra di Foce Barrea, lunga 5 Km e dalle alte pareti rocciose verticali. Il Lago Vivo è invece di origine naturale.

Nella zona della Camosciara, un emozionante anfiteatro naturale, le rocce di natura calcarea tipiche del Parco, lasciano il posto alle dolomie sulle quali, più lisce ed impermeabili, si formano pozze d’acqua e spettacolari cascate. Suggestive le sorgenti del Volturno, nei pressi di Rocchetta al Volturno, e quelle di Posta Fibreno, nell’alta Ciociaria. Sul versante nord-ovest dell’area naturale ci sono la splendida Vallelonga con i Prati d’Angro, e la ridente Valle del Giovenco.

 

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