Escursione all’Eremo di San Giovanni

p1200330Per domenica 2 ottobre 2016 vi proponiamo una bellissima escursione nella Riserva Naturale Valle dell’Orfento, all’eremo di San Giovanni partendo dalla frazione Decontra di Caramanico. Si tratta sicuramente di uno degli itinerari più suggestivi della Riserva, che non presenta difficoltà salvo una cengia esposta nell’ultimo tratto del percorso di andata. Per quasi nove anni, Pietro da Morrone ,insieme a pochi discepoli, condusse vita completamente isolatap1180323 nell’Eremo di San Giovanni nella valle dell’Orfento, raggiungibile solo con una passerella in legno che, una volta tolta lo rendeva inaccessibile. La gradinata, i due ricoveri e l’altare che lo compongono, sono interamente scavati nella roccia con un paziente lavoro da scalpellino. Il ritorno avviene per il sentiero del Pellegrino che inizia con dei gradini scavati nella roccia e per la faggeta sovrastante che ci conduce alla radura di Piana Grande, dalla quale lo sguardo spazia sull’alta Valle dell’Orfento e sulle cime dei Tre Portoni.

 

Per saperne di più e per prenotarvi contattateci e scaricate la scheda tecnica dell’escursione. Le iniziative di Abruzzo Mountais WiStemma AMMld sono realizzate da accompagnatori professionisti iscritti al Collegio delle Guide Alpine della Regione Abruzzo.

Qualche notizia sull’Eremo di San Giovanni

È fra i più spettacolari e inaccessibili eremi celestiniani del Parco, tanto che ancora oggi per accedervi è necessario “strisciare” pancia a terra attraverso un’aerea cengia rocciosa. Di particolare interesse è l’impianto idrico realizzato nell’eremo per la raccolta e decantazione dell’acqua e interamente scavato nella roccia.

20150628_141448_piccolaL’Eremo di San Giovanni si trova a quota 1227 metri s.l.m. Anticipano l’asprezza del luogo alcuni scalini scavati nella roccia; per agevolare il passaggio sono scavati nella roccia anche degli appigli per le mani. Alla sua base un grande riparo sotto roccia: Grotta San Giovanni, meta, oltre che di eremiti, di pastori e carbonai. Probabilmente lo scavo di un eremo in un luogo così impervio fu favorito dalla preesistenza di una precedente cavità e da una cengia di accesso ad essa. Il primo ambiente è una stanza di forma rettangolare con due nicchie scavate; la seconda stanza si raggiunge attraversando i resti di due ingressi. E´ quest´ultimo l´ambiente più ricco per la presenza di un altare e di un serbatoio per la raccolta delle acque. L´approvvigionamento idrico dell´Eremo si basa sull’acqua piovana e su quella che trasuda nel riparo sottostante. L´impianto idraulico, ancora in perfette condizioni, consiste in un complesso di captazione, in uno di canalizzazione ed uso e in un serbatoio di raccolta.
Per quasi 9 anni Pietro da Morrone, insieme a pochi discepoli, condusse una vita completamente isolata nell’Eremo di San Giovanni, nella Valle dell’Orfento. Anzi, quest’ultimo era raggiungibile solo con una passerella in legno che, una volta tolta, lo rendeva irraggiungibile. Infatti oggi,2014-08-06-15-05-36_piccola che la passerella non c’è più, l´ingresso all’eremo è un’operazione quasi alpinistica.
Dalle biografie dei discepoli dei Celestino V risulta che Pietro da Morrone vi dimorò in più periodi anteriormente al 1274, e poi ininterrottamente dal 1284 al 1293. Essi parlano anche di alcune stanze per i forestieri.
Gli scavi archeologici condotti nel 1995 hanno messo in luce le mura dell´antico monastero ed alcuni interessanti reperti dell´età del bronzo. Il complesso reticolo delle fondamenta mostra alcuni piccoli ambienti che possono riferirsi alle cellette dei monaci ed uno più ampio che doveva appartenere alla chiesa.

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