16 agosto 2016 – presentazione dei Sentieri nel Parco Sirente-Velino, di Stefano Ardito, Iter Edizioni, al Rifugio Vincenzo Sebastiani.

foto9Il tempo trascorso in montagna è sempre speciale ma il 16 agosto 2016 è stata una giornata particolarmente speciale. L’occasione l’hanno creata la casa editrice ITER e Stefano Ardito, complice l’ospitalità di Eleonora Saggioro del Rifugio Vincenzo Sebastiani. Tanti appassionati, dunque, si sono dati appuntamento al rifugio per la presentazione da parte di Stefano della sua nuova guida ai Sentieri nel Parco Sirente-Velino. L’aria fresca e limpida, il cielo azzurro hanno premiato tutti i convenuti, anche il gruppetto di escursionisti che ha raccolto il nostro invito e che abbiamo condotto nel cammino che da Capo Pezza attraversa la Valle Cerchiata, risale lo Iaccetto di Pezza fifoto10no al Colle dell’Orso, per poi traversare longitudinalmente l’ampio circo glaciale fino a giungere al rifugio (2.102 metri s.l.m). Un’escursione classica ma irresistibile: la faggeta, i campi di doline e di karren, le dislocazioni tettoniche, l’evidente stratigrafia della piattaforma carbonatica, la flora d’alta quota e il volo dei grifoni, l’affaccio sul Velino e la Valle di Teve, questi gli elementi emergenti di un paesaggio di per sé unico e straordinario, l’identità più autentica dell’Appennino abruzzese. E poi l’ospitalità del Rifugio, impagabile!

foto2Il momento della presentazione del lavoro di Stefano Ardito è stato innanzitutto un incontro tra gente di montagna, un’opportunità sapientemente colta dall’autore per parlare di montagna e del suo futuro. Quando si parla di queste cose oltre alla bellezza, al senso della scoperta e alla pienezza della vita che si compie lungo il cammino sui sentieri delle terre alte, purtroppo non si può evitare di ragionare sul destino di questi territori selvaggi ma pericolosamente fragili, esposti ancora oggi a fantasiose ipotesi di sviluppo che intendono speculare sull’ambiente naturale, accendendo su di esso inesorabili ipoteche. Siamo davvero grati a Chiara Stefanucci di ITER e a Stefano per averci voluto al fianco, a esprimere il nostro pensiero, come professionisti, accompagnatori del Collegio delle Guide Alpine della Regione Abruzzo. In qualità di professionisti, infatti, riteniamo di appartenere alla schiera di tutti coloro che sono rimasti o sono tornati a vivere nellefoto8 “terre alte” ritenendo di poter esprimere un modello economico alternativo, capace di generare benessere e felicità in armonia con gli ecosistemi che ci ospitano. In qualche modo siamo gli interpreti del senso profondo della Legge quadro sulle aree protette, la n.394 del 1991, un’ottima legge ancora oggi tragicamente troppo innovativa per la nostra società, che ha trovato nella realtà una realizzazione appena parziale del suo significato. Ci basta citare l’Articolo 1 che elenca finalità e ambito del dispositivo normativo e che con il comma 3 recita: a) conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, Foto1di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici; b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; (…). E’ chiaro che la strada è lunga e piena di agguati, è sufficiente mantenere il cervello acceso e guardarsi intorno. I progetti speculativi che incombono sui Piani di Pezza e sullo stesso Altopiano delle Rocche, come ha ricordato Stefano, ne sono una prova evidente.

Il lavoro di Stefano, tuttavia, ci ha anche permesso di ripercorrere luoghi di straordinaria ricchezza naturale e foto3umana, cuciti insieme dai tanti sentieri, un tempo mulattiere, che hanno intrecciato e intrecciano i destini foto11delle genti abruzzesi, in una dimensione squisitamente verticale. A nostro avviso nella guida tutto ciò è stato colto perfettamente e infatti il capitolo 11 descrive una fitta rete di sentieri nella Valle dell’Aterno e nella Valle Subequana che consentono all’escursionista di immergersi in un ambiente naturale ben conservato e di visitare borghi di grande bellezza e pregio storico-artistico come per esempio Fontecchio, Beffi, Bominaco, Fagnano, Tione, Castelvecchio Subequo, nonché di scoprire luoghi unici quali le Pagliare di Fontecchio e Tione, autentici “ponti” tra la valle e le terre alte.

Ci si incontra per presentare al pubblico di appassionati di montagna una guida escursionistica e si finisce con percorsofoto7 perfettamente logico a parlare di territorio, di umanità di futuro. Sarà l’aria buona dell’alta quota che rinfresca le idee? Abbiamo anche saputo scherzare e Chiara Stefanucci ci ha sfidati nello stilare una “top ten” dei sentieri rappresentati nella guida…  missione impossibile, sono tutti ”top”!

foto5In conclusione vorremmo ringraziare Stefano Ardito e Chiara Stefanucci che hanno creato l’occasione, Eleronora Saggioro che l’ha ospitata, i nostri accompagnatori Vanessa Ponziani, Matteo Lorenzoni e Domenico Cerasoli, ma soprattutto gli escursionisti che hanno raccolto la proposta e sono saliti al Rifugio Vincenzo Sebastiani insieme a noi.

Buona montagna a tutti

Abruzzo Mountains Wild

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